Sardegna non più dependance di Arcore.

“Quando Berlusconi arriva ad insulti di questo genere è alla più totale disperazione e ha raggiunto limiti intollerabili. Gli elettori risponderanno a Berlusconi con il voto”. Lo ha detto Enrico, oggi a Cagliari, nel corso di una conferenza stampa a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra per il Comune di Cagliari Massimo Zedda.

“A livello nazionale la partita contro Berlusconi si gioca su 4 città – ha continuato – , Milano, Napoli, Cagliari e Trieste. Quelle di Cagliari sono elezioni molto importanti per dare un segnale forte a livello nazionale. Per la città sarà un’inversione di tendenza e una rottura della continuità dopo 20 anni di governo del centrodestra  che non ha reso Cagliari capitale. Questo è solo il primo tempo perché il centrosinistra tornerà a governare il Paese e la regione molto presto”. “A livello nazionale questo buon risultato contribuirà alla svolta nazionale. I risultati negativi del governo – ha detto – sono sotto gli occhi di tutti, imprese, cittadini, pensionati, che non hanno risposte dal governo”.

A proposito delle dichiarazioni della Presidente di Confindustria, ha aggiutno: “La presa di posizione della Marcegaglia contro il governo è importante perché tocca con mano la posizione di un governo crepuscolare e decadente che non ha nulla da dare al Paese. Facciamo appello anche alle piccole imprese sarde perché non calano nella illusione della filiera Berlusconi-Cappellacci-Floris perché la Sardegna in questi anni ha perso opportunità e ha vissuto un periodo di stagnazione”.

“La Sardegna è sempre stata protagonista della vita politica nazionale oggi è una ‘dependance’ di Arcore ed è entrata nel sottoscala della politica”, ha concluso. “La logica della filiera che ha danneggiato Cagliari e la Sardegna è deleteria perché la differenza tra Soru e Cappellacci è che Soru arrivava a Roma con la schiena dritta a chiedere cose giuste per la Sardegna. Cappellacci – ha sottolineato Enrico – invece vive nell’anticamera di Berlusconi e interpreta il ruolo di governatore come semplice dipendente di colui che comanda”. “Nell’arco di due anni ci sarà la svolta”.

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