Expo per ripartire (e scrollarci di dosso il nostro autolesionismo)

EL expoIl testo del discorso con cui il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, è intervenuto, domenica 7 luglio a Monza presso la Villa Reale, al lancio del World Expo Tour della Regione Lombardia.

Signor Presidente della Repubblica,

La sua presenza qui è segno dell’unità nazionale, ed Expo sarà un progetto vincente se sarà espressione di questa unità, di questa missione comune, per cui Lei in questi anni è sempre stato un punto di riferimento. Lo è stato anche per Expo, quando è partita e quando è andata avanti, pur nelle difficoltà. E lo è adesso, in questo ultimo miglio che dobbiamo percorrere insieme.

Voglio citare e ricordare che vi sono state persone che hanno creduto fin dall’inizio nell’Expo, a Milano e a livello nazionale. Come ho detto in precedenza, il mio obiettivo è coinvolgerle, perché ognuno di noi ha preso il testimone da chi ha cominciato questa avventura.

Expo riuscirà se sarà di tutti, non se sarà di qualcuno. Riuscirà se sarà di tutto il Paese.

Per questo ribadisco il coinvolgimento totale del Governo nel progetto, che abbiamo manifestato fin dall’inizio, scegliendo Milano, il 6 maggio, per il nostro primo appuntamento fuori da Roma.
Questo lavoro è continuato con l’assegnazione della delega specifica all’Expo a un membro del governo, il sottosegretario Maurizio Martina.
Ed è proseguito venerdì con la riunione COEM, con l’impegno di arrivare a fine settembre al lancio ufficiale e alla comunicazione dei progetti di “Agenda Italia 2015”.
Debbo ringraziare il presidente Maroni, che ha fortemente voluto questo evento: sono convinto che con la sua guida saprà accompagnare al meglio il percorso della Regione.

Noi leghiamo all’Expo non un semplice appuntamento, ma l’obiettivo della ripresa economica del nostro Paese.
Per questo dobbiamo essere conseguenti coi fatti e stiamo insistendo su obiettivi di grande concretezza. Il DL del fare ha dato l’abbrivio ad alcune infrastrutture fondamentali anche per il dopo Expo e per la funzionalità del nostro territorio: dalla Pedemontana, alla BreBeMi, alla Tangenziale Est Esterna di Milano, alle linee della metropolitana.
Questa concretezza dovrà continuare: le infrastrutture sono fondamentali per fare di quest’appuntamento un’opportunità per la mobilità.
E vorrei ribadire la concretezza sui terreni di impegno per la legalità e per i livelli essenziali delle prestazioni dei diritti civili e sociali, da garantire su tutto il territorio nazionale.

Expo sarà il cuore della ripresa del nostro paese, a partire dalla grande forza delle tematiche, che si legano a parole fondamentali per noi, come nutrizione, ricerca, innovazione, sicurezza alimentare. Che ci portano alla riflessione e all’impegno sugli scenari delle risorse idriche e sullo squilibrio nel mondo tra denutrizione e obesità.
Expo sarà poi l’opportunità fondamentale per il rilancio del turismo in Italia. Non possiamo accettare che il nostro Paese sia scivolato così in basso nelle graduatorie europee e internazionali, e sono certo che Expo sarà anche l’occasione per tornare a scalare queste classifiche.

Come dicono il presidente Barroso e il vice-presidente Tajani, dovremo considerare con Expo il ruolo dell’Europa, a partire da una consapevolezza forte del contributo dell’Italia in Europa.
Sarà un’Expo europea, e allo stesso tempo in grado di tenere insieme i comuni del nostro Paese. Per questo voglio salutare e ringraziare Pisapia, il sindaco della città che ospiterà Expo, e Scanagatti, sindaco di Monza, ben consapevole delle difficoltà che i comuni vivono in questo momento.

Su tutto, l’idea forte di Expo è mettere insieme l’Italia-museo con l’Italia-laboratorio, l’interazione tra prossimità e internazionalizzazione.
Vorrei soffermarmi in particolare su quest’ultimo passaggio. Expo deve portare a un grande investimento sull’internazionalizzazione della nostra economia. Nella sfida globale, le nostre imprese ce la faranno solo se non vivranno l’internazionalizzazione come un limite, ma come una missione.
In questa missione, saranno coinvolti tutti i ministeri. Dall’Istruzione, all’Agricoltura, alla Cultura per le grandi mostre d’arte, al rapporto tra sport e benessere.

Dobbiamo fare in modo che Expo arrivi immediatamente dopo un altro grande successo del nostro Paese, la Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea che comincia il 1 luglio 2014: dobbiamo viverla come un semestre di pre-apertura dell’Expo.
Abbiamo deciso di fare di Milano la capitale di quel semestre. Abbiamo chiesto a Van Rompuy, ottenendo la sua approvazione, di ospitare il decimo vertice ASEM, il summit tra Asia ed Europa che porterà in Italia 50 capi di governo delle principali nazioni del mondo. È un incontro che si svolge in Europa ogni 4 anni e negli ultimi anni si è svolto a Bruxelles, ma per questo 2014 abbiamo voluto fortemente il suo spostamento a Milano: così i capi di stato potranno partecipare a questa pre-apertura dell’Expo e visitare gli stand dei loro paesi.

Signor Presidente,

Credo fermamente che Expo 2015 sia la frontiera ideale per un’Italia affamata di futuro, che deve uscire una volta per tutte da una cappa di sottovalutazione e di autolesionismo. Questa cappa, come Lei ci invita sempre a riconoscere, stona con le nostre capacità e con la nostra Storia. Expo è una sfida radicata sul bisogno più concreto dell’uomo, di ieri e di oggi: il nutrimento. Il Governo garantisce il suo impegno totale: la vinceremo insieme.

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