La lettera sulle riforme che ho inviato a Augusto Barbera, Stefano Ceccanti e Francesco Clementi

Cari Augusto, Stefano e Francesco,
grazie per aver preso in così attenta considerazione le poche parole che ho dedicato al tema legge elettorale e riforme costituzionali in questi giorni di presentazione del mio libro.
In verità la mia risposta alla vostra lettera è assai semplice perché tirate conclusioni su piani totalmente diversi dalle parole che ho pronunciato.
Esprimere dubbi sull’opportunità di approvare riforme elettorali e costituzionali a maggioranza risicata, con la contrarietà di tutte le opposizioni, esterne e addirittura anche interne, è, a mio avviso, una semplice questione di buon senso.
A maggior ragione visto la brutta fine che hanno fatto le riforme costituzionali del 2001 e 2005 e la legge elettorale poi denominata Porcellum, cioè le tre grandi riforme delle istituzioni approvate nel nostro paese “a maggioranza stretta” e non con un più largo spirito costituente.
Immagino che da attenti studiosi delle istituzioni quali vi ho sempre conosciuto e seguito condividiate ovviamente questo mio così semplice pensiero.

Tutto il resto delle cose che dite è interessante, potrebbe meritare valide controargomentazioni ma poco ha a che vedere con il dubbio che è contenuto nel mio libro, che ho espresso nelle prime presentazioni e che grazie alla vostra pubblica lettera trovo cosi il modo di ribadire.
Con immutata stima

Enrico

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