Mai più indifferenti

Ebreo che lava la stradaIl Giorno della Memoria, commemorazione della tragedia della Shoah, è un invito a diventare tutti testimoni, uno sforzo collettivo per lottare quotidianamente contro l’oblio con cui i nazisti volevano coprire i loro crimini.

È un fermo richiamo alla vigilanza contro ogni rigurgito negazionista e antisemita, contro il male dell’indifferenza, nella scuola, nella società, nella politica. Oggi siamo tutti chiamati ad affrontare quella che Giuliana Tedeschi, sopravvissuta ad Auschwitz, definiva “la parola inconfondibile del lager”.

Oggi possiamo recarci al memoriale Binario 21 di Milano e presto potremo esercitare il dovere della memoria attraverso i Musei in via di costituzione di Roma e Ferrara. L’impegno nelle scuole, degli insegnanti e degli studenti, è testimoniato dalla mostra “I giovani incontrano la Shoah” e dall’esperienza dei Viaggi della Memoria.

Il dovere della memoria non si conclude col Novecento: oggi tocca alla mia generazione, nata dopo la seconda guerra mondiale, fare tesoro delle testimonianze dei sopravvissuti, difendere la verità storica, e soprattutto educare i giovani a non rimanere mai più indifferenti.

È con questo spirito che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha promosso il programma 2014 per le celebrazioni in ricordo della Shoah. In questa giornata, porto con me il ricordo indelebile del Museo Yad Vashem a Gerusalemme, che ho avuto l’onore di visitare la scorsa estate come Presidente del Consiglio. Proprio Yad Vashem e il suo Giardino dei Giusti ci ricordano inoltre che la memoria non riguarda solo il male assoluto, ma deve includere la “banalità del bene” di quanti, in campi e schieramenti diversi, pur rischiando la vita, si sono opposti al progetto di sterminio e hanno aiutato i perseguitati. Tenere alta la guardia contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione, ricordare la lezione dei Giusti tra le Nazioni: questi sono i due compiti essenziali che il Giorno della Memoria impone a noi, cittadini italiani ed europei.

Enrico Letta

(nella foto l’opera Der straßenwaschende Jude – Ebreo che lava la strada, di Alfred Hrdlicka)

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