Pensaci Adesso! Riforma del welfare subito

La riforma degli ammortizzatori sociali è attesa da anni, ma i tempi della crisi hanno accelerato il bisogno, da parte dei lavoratori, di un sistema di tutele più efficiente e giusto. Le proposte di «Pensaci Adesso!», progetto dell’Associazione TrecentoSessanta, partono da un comune denominatore: la razionalizzazione del sistema, per arginare l’impatto negativo di una stratificazione normativa che, anziché modernizzare gli strumenti, li ha resi farraginosi e del tutto inadeguati a rispondere alle necessità di un mercato del lavoro sempre più articolato e complesso.

La prima delle proposte di legge sugli ammortizzatori sociali, sostenuta da Enrico letta e Alessia Mosca, riguarda l’indennità unica di disoccupazione. Si tratta di una proposta, attualmente in discussione presso la Commissione Lavoro della Camera dei deputati, che presenta caratteristiche assolutamente innovative: la copertura è differenziata, nella durata massima più che nell’importo, a seconda che si acceda al trattamento base (l’indennità di disoccupazione ordinaria) o a quello previsto per i licenziamenti collettivi delle imprese industriali sopra i 15 dipendenti (l’indennità di mobilità). In mancanza dei requisiti prescritti si può accedere a una indennità una tantum di importo più limitato (l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, che presenta peraltro profili di scoraggiamento del lavoro).

La seconda proposta di legge sugli ammortizzatori sociali riguarda la Cassa Integrazione e Guadagni, per il quale è in via di ultimazione una nuova proposta di legge che verrà resa pubblica ad aprile del 2010.

Ancora nell’ambito di Pensaci Adesso, è stata assegnata alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati una proposta di legge che riguarda l’integrazione femminile nel mondo del lavoro. Si tratta dell’introduzione dei congedi di paternità obbligatori. L’Italia, anche su questo terreno, è fanalino di cosa tra le economie avanzate. Sia per quanto riguarda la durata del congedo parentale generale (69 settimane disponibili, di cui 25 pagate al completo), sia – e soprattutto – per quanto riguarda la parità dei sessi (Rapporto Cepr). Questa proposta di legge ha come scopo passare da una dimensione in cui fare figli è un «problema» tutto femminile a una logica per cui è un bene per la comunità, che ne condivide oneri e soddisfazioni.

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